Il Don Pedro naufraga a Ibiza
Sugli scogli a 1,5 miglia dal porto di Ibiza alle 3.05 di mercoledì. Salvo l’equipaggio ma il chapapote, la macchia di combustibile e gasolio, minaccia la costa. Chiuse le famose spiagge di Talamanca, Ses Figueretes e D’ En Bossa. Indenne il paradiso di Ses Salines.

La nave faceva rotta a Valencia per il carico quando un errore umano, secondo gli armatori, dato che la scogliera è segnalata nelle carte nautiche e da boe luminose, ha provocato lo scontro e un vasto squarcio sulla fiancata l’ha fatta colare a picco. Ora si ora trova a 40 metri di profondità, con 150 tonnellate di carburante e 50 di gasolio, una parte delle quali si è dispersa formando una macchia di 6,5 km di lunghezza.
La ministra dell’Ambiente, Magdalena Álvarez, ha interrotto un viaggio all’estero per coordinare in situ, col presidente delle Baleari, Francesc Antich, e il delegato del governo, Ramon Socías, i lavori di contenimento e raccolta della macchia.
L’incidente giunge nel pieno della stagione turistica, che autorità e associazioni di categoria spiegano non verrà compromessa.
Col ricordo al disastro ambientale della petroliera Prestige – che nel 2002 colpì le coste galiziane, bloccando pesca e turismo per mesi – l’incidente ha messo alla prova il Plan Nacional de Contingencias por Contaminación Marina Accidental, varato dal governo Zapatero sulla scorta della tragica esperienza galiziana – la cui gravità dipese anche dalla mancata coordinazione e dalle scelte scellerate delle autorità locali e nazionali. Che questa volta, secondo Antich (del Partido Popular), hanno operato in «totale e assoluta» collaborazione.
Una barriera galleggiante di materiale assorbente è stata messa a protezione della costa, mentre gruppi di lavoratori specializzati e volontari sono al lavoro per ripulire le spiagge raggiunte dal chapapote.
Una decina di tonnellate del materiale riversato, secondo le autorità, sono già raccolte dai mezzi di pulizia marittima.
Il Parco naturale di Ses Salines non è stato raggiunto dall’onda nera, ma il rischio «non si può scartare del tutto», ha detto la consigliera del ministero degli Interni, María Ángel Leciñena, che ha rassicurato invece sulle colonie di Poseidonie della zona e previsto che, forse, già in un mese l’acqua tornerà trasparente.
[fonti: La Vanguardia, Maritimoportuario; foto AP: raccolta del chapapote sulla spiaggia di Ibiza, via CeresTv]
da Igliff
Ultimo commento:
di Marco preoccupato :| il 01/1/70
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luglio 14th, 2007 at 12:57
Un aggiornamento e una rettifica.
La rettifica è che la Álvarez è ministra de Fomento (una sorta di ministero per lo sviluppo economico). La ministra del Medioambiente è Cristina Carbona.
L’aggiornamento è che ammontano a 30 le tonnellate di idrocarburi racccolte (25 a mare e 5 sulle spiagge) dai 145 operatori professionali e volontari all’opera.
E che il vento sta avvicinando la macchia al Parco di Ses Salines, riserva di biodiversità mediterranea di grande bellezza. Anche se le dimensioni della macchia si sono ridotte, il rischio c’è.
luglio 17th, 2007 at 12:59
DOMANI VADO A IBIZA
LO POTRO’ FARE IL BAGNO DALL’ALTRA PARTE DELL’ISOLA? O E’ SCONSIGLIATO?
SALUTI
luglio 17th, 2007 at 13:12
Vai tranquillo, Matteo.
Le spiagge interessate erano solo tre su cinquanta, spiagge urbane peraltro.
Ora sono solo due: D’En Bossa è stata riaperta due ore fa.
Girare l’isola è consigliabile comunque: Ibiza ha molto di più da dare che le notti in discoteca e le spiagge famose nei suoi 165 chilometri di costa. E anche l’interno merita.
Buoni bagni!
luglio 17th, 2007 at 13:16
Prossimamente.
Visto che più d’uno va a Ibiza in settimana, se avete occasione di collegarvi domani faccio un minimo post di posti che mi sono piaciuti.
Un post di posti… mi piace!
luglio 18th, 2007 at 21:31
Raga scusate ma qualcuno sa se sta facenda interessa anche maiorca o se nel giro di poche settimane anche lei verrà coinvolta ?? Io parto sabato x 2 settimane a palma e mi sto u po preoccupando… Se qualcuno mi sa dire qualcosa ne sarei grato ! Thx …. Take care…