Archivi della categoria ‘governo zapatero’
Colombo conquistato! Contro i gas serra degli Usa
Gli attivisti di Greenpeace scalano e conquistano la colonna di Cristoforo Colombo a Barcellona. Mentre il grande navigatore indica l’orizzonte e pare dire “Buscar oriente para occidente!”, gli ecologisti protestano contro il mancato impegno degli Usa per la riduzione di CO2, esponendo striscioni. Ce n’è anche per Zapatero.
In questi giorni nella città catalana si tiene la conferenza preparatoria per il vertice sul clima che si terrà a Copenaghen e i militanti hanno protestato per il fatto che gli Usa non abbiano preso nessun impegno concreto circa i livelli di riduzione nella emissione di gas serra. Il timore è che il prossimo vertice possa risolversi in un fallimento, alla faccia dell’ambizioso obiettivo di sostituire il Protocollo di Kyoto con un accordi vincolante basato su impegni certi di riduzione di emissioni tradotti in cifre concrete.
“Colombo indica l’America perché lì sta il maggior responsabile della catastrofe climatica che ci si avvicina”, ha detto Juan López de Uralde, direttore di Greenpeace España. Sotto tiro anche il presidente del governo spagnolo, José Luis RodrÃguez Zapatero, per non essersi impegnato maggiormente nella riunione di Barcellona.
Greenpeace ha anche dato i voti ai governi mondiali in relazione alla politica climatica: il peggiore è andato all’esecutivo Obama, subito dopo a quello Zapatero. L’esecutivo spagnolo prende il votaccio per il “ruolo defilato tenuto da Zapatero durante questi negoziati decisivi”. Il presidente spagnolo, in effetti, non solo non ha fatto nessuna pressione sull’alleato americano – e come avrebbe potuto, dopo aver aspettato anni di rientrare nelle grazie di un presidente Usa? – ma nenanche ha fatto da anfitrione durante i lavori del vertice.
[foto Efe via Publico]
da Igliff
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di igliff il 01/1/70
Alla ricerca del corpo del poeta
Cominciano la prossima settimana le ricerche del corpo di Federico GarcÃa Lorca, il poeta ucciso dai golpisti franchisti e seppellito in una fossa comune. Continua così il lento percorso intrapreso dalla Spagna per il recupero della memoria storica e per la restituzione della dignità a coloro che si rifiutarono di abbandonare il legittimo governo repubblicano e divennero vittime dei rivoltosi.
Ieri sono iniziate le operazioni di preparazione agli scavi che si terranno nel Parco Federico GarcÃa Lorca di Alfacar, vicino Granada.
Nella zona, dove storicamente si ritiene sia stato seppellito il corpo del poeta, ucciso insieme ad altri repubblicani dopo processi sommari, l’Istituto andaluso di geofisica ha identificato sei possibili siti dove potrebbe essere la fossa comune. Le zone sono state delimitate e l’inizio degli scavi veri e propri è previsto per la prossima settimana.
Se tutto va bene, a 73 anni dalla fucilazione del poeta, sarà possibile seppellirne degnamente le spoglie. Si concluderà così una lunga vicenda che ha visto una parte dei parenti di Lorca contrari alle ricerche.
Si calcola siano almeno 30mila i cittadini spagnoli uccisi dopo processi sommari e seppelliti in fosse comuni. Da un decennio, parenti delle vittime e associazioni hanno intrapreso un lungo e inascoltato cammino per recuperare i corpi (e la memoria) delle vittime della rivolta e della succesiva repressione franchista. Solo con i governi Zapatero, e con molta calma, le istituzioni hanno iniziato a collaborare con queste iniziative e a pensare un piano generale delle riesumazioni, finora portate avanti solo da volontari con la collaborazione di alcune amministrazioni locali e istituzioni universitarie.
El Balcón
Si muero
Dejad el balcón abierto
El niño come naranjas
(Desde mi balcón lo veo)
El segador siega el trigo
(Desde mi balcón lo siento)
Si muero
Dejad el balcón abierto
Federico GarcÃa Lorca
da Igliff
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di Alla ricerca del corpo del poeta « Moda e Style il 01/1/70
Anche le donne spagnole avranno una moderna legge sull’aborto
Il 25 settembre il governo spagnolo ha approvato la bozza del nuovo testo della legge di regolamentazione dell’aborto. Se tutto va bene, anche le donne spagnole vedranno finalmente una legislazione che tutela il diritto all’interruzione di gravidanza.
Finisce l’era in cui la Spagna, pur con una fra le leggi più restrittive, era considerata il paradiso degli aborti in Europa. Pagando, s’intende…
Una legge che è arrivata sulla scorta delle polemiche di segno opposto. Da un lato il governo veniva duramente criticato da associazioni di medici e femministe perché in sei anni gli esecutivi Zapatero non avevano rispettato l’impegno elettorale di modificare la legge – malgrado le promesse e il rilancio all’ultimo congresso del Psoe. Anche la grande stampa, come El PaÃs, e le associazioni laiche hanno criticato l’eccessiva prudenza del governo verso la Conferenza episcopale e perfino il Congresso dei deputati lo aveva sollecitato a aggiornare la legislazione in materia. Dall’altro la chiesa e associazioni cattoliche e ultraconservatrici hanno condotto una dura battaglia preventiva con manifestazioni di piazza, che proseguirà nelle prossime settimane, contro qualsiasi ipotesi di modifica della legge attuale.
Una legge decisamente arcaica e restrittiva che autorizza il ricorso all’interruzione di gravidanza solo per gravi rischi per la salute della madre e del nascituro e che per ciò stesso si presta a arbitri e forzature. Continua a leggere… »
da Igliff
Stop alla pubblicità nella televisione pubblica spagnola
Dal 2010 la televisione pubblica spagnola non avrà più pubblicità . Questo è stato deliberato dalla camera e il disegno di legge, proposto lo scorso maggio, dovrà passare in senato per essere in vigore dal prossimo settembre. La stessa data era stata proposta per diminure a 9 minuti su un ora, i precedenti 10 di spazio pubblicitario disponibile su TVE. La scelta drastica di eliminare la pubblicità è subentrata alla prima soluzione presa in esame.
La televisione di stato si finanzierà grazie a due nuove tasse a carico delle televisioni private. Il 3% delle entrate delle televisioni nazionali ad accesso libero, e 1,5% delle televisioni a pagamento, più uno 0,9% delle entrate degli altri operatori nel mercato delle telecomunicazioni, che già in passato era destinato al finanziamento di TVE. Una grossa fetta dei fondi destinati alla rete verrà dal Governo che stanzierà 500 milioni di euro, tanto quanto era stimato avrebbe incassato con la vendita di spazi pubblicitari.
A differenza che in altri paesi, come l’Italia, in Spagna non è previsto il pagamento di un canone per la fruizione del servizio pubblico. Continua a leggere… »
da Laura
Il piano anticrisi corre sul web
La crisi c’è e il governo Zapatero apre un sito dedicato alle misure approntate dall’esecutivo. Parte il Piano E, come España, con tanto di videomessaggio presidenziale.

Dopo aver sparso ottimismo – guadagnandosi critiche pressoché unanimi per aver nascosto la testa sotto la sabbia davanti alla prima vera crisi economica dell’era globale – Zapatero vuol recuperare il tempo perduto. Riconosce la gravità della situazione e vara una grande campagna di comunicazione politica basata sulle misure anticrisi.
Lo strumento principe è un sito web dedicato ai cinque ambiti di intervento in cui è suddiviso il piano: famiglia, impresa, impiego, finanza, modernizzazione dell’economia.
Nel suo intervento filmato Zapatero avverte che «tutti dovremo fare sforzi e sacrifici», spiegando che la priorità è la lotta alla disoccupazione, promettendo che il governo dedicherà tutte le sue energie a combattere la crisi. Esprime fiducia nelle capacità della Spagna di affrontare la sfida e uscirne rafforzata e ringrazia lavoratori, sindacati e imprese «per la loro volontà di contribuire responsabilmente al dialogo sociale».
Nel video, Zapatero spiega le misure che il govero adotterà nei prossimi mesi, gli aiuti per i mantenimento dei livelli occupazionali nelle piccole e medie imprese e si impegna a incrementare le politiche sociali.
Spesso, aggiunge, molte persone non accedono agli aiuti perché non li conoscono: per questo il sito, che illustra nei particolari tutte le 82 misure prese dal governo e fornisce indirizzi, contatti mail e numeri telefonici degli uffici a cui i cittadini possono rivolgersi. Ogni asse del Piano E ha il suo spazio web al quale si accede dall’home di PlanE, con testi nelle lingie ufficiali: spagnolo, catalano, galiziano e basco, oltre che in inglese.
da Igliff
Lo Zapatero secondo è giovane e donna
Qual è la fotografia che rappresenta meglio il nuovo governo Zapatero? Quella di Carmen Chacón, 37 anni, in avanzato stato di gravidanza, che nell’estate sarà il primo ministro a partorire durante l’incarico? Oppure quella di Bibiana Aido, ministra dell’Uguaglianza, 31 anni, la più giovane della storia spagnola? O una bella foto di gruppo, con tutti i ministri sulle scale della Moncloa, e che si noti bene come le ministre, nove, siano una più dei colleghi uomini?

Ma ce ne sono anche altre di foto possibili. Quella di Celestino Corbacho, per esempio, amministratore locale catalano ma non catalanista e ora nuovo ministro del Lavoro e immigrazione, che promette maggior severità con immigrati regolari e irregolari. O il ritratto di Rafael Simancas, consigliere economico di Zapatero e agnello sacrificale nelle scorse elezioni per il comune di Madrid, che ora, come ministro dell’Industria, turismo e commercio va a insidiare il potere finora assoluto del secondo vicepresidente economico del governo, Pedro Solbes. Il quale da Washington chiarisce: «Il vicepresidente sono io. Spetta a me prendere le decisioni di politica economica».
Ma anche le foto degli assenti, possono dire molto. Jesus Caldera, per esempio, ex ministro degli affari sociali, uno dei più fedeli alleati di Zapatero, colui che lo ha introdotto nel gruppo socialista quando era il più giovane deputato delle Cortes e ha garantito per lui quando si candidò alla segreteria del partito, affiancandolo poi nei primi quattro anni di governo. Caldera non c’è più, come non c’è Soledad López, la prima donna segretaria di Stato della Difesa. Che il dicastero potesse toccare a una donna si mormorava da tempo e tutti pensavano a lei, ma Chacón è una delle figure su cui Zapatero ha puntato da tempo, è forte dei tanti seggi conquistati in Catalogna e, tra gioventù e gravidanza, presenta un valore aggiunto simbolico incomparabile.
Alcuni segni sono significativi. La rappresentanza dei catalani in ministeri chiave si spiega con la forza del Partit dels socialistes catalans (Psc), che ha ricevuto dagli elettori il mandato a far uscire la Catalogna dalla crisi di sistema che l’attanaglia, e che pesa duramente sulla capitale Barcellona: assieme ai seggi che hanno contribuito al secondo mandato di Zapatero si tratta di una sfida alla quale rispondere, se si vuole investire sul futuro. La nomina di Simancas ci dice invece che Zapatero non vuole dipendere dal solo Solbes in economia, ma che ritiene che il confronto tra le diverse soluzioni è bene che avvenga nella comune condivisione della responsabilità di governo, per non rischiare pericolose contrapposizioni tra partito e esecutivo, come quelle che contraddistinsero i governi di Felipe González.
Per noi, che votiamo con questa legge elettorale e in questo quadro politico, la fotografia che ci ipnotizza, però, dovrebbe essere quella di un paese nel quale il sistema elettorale e i regolamenti consentono alla politica di fare il proprio mestiere: presentarsi alle elezioni, vincere e governare, anche in minoranza, senza essere prigioniera di logiche di coalizione o priva di reali strumenti di governo. Per poi essere giudicata dagli elettori, alla fine del mandato, sulla scorta delle cose fatte e non fatte. Un paese, insomma, che non è il nostro.
[foto efe: Zapatero con le sue nove ministre]
da Igliff
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di il 01/1/70
Rimpasto elettorale per il governo Zapatero.
Sanidad, Administraciones Públicas, Cultura y Vivienda: si cambia!
Con un poeta, uno scienziato, una giovane giornalista già elevata agli altari delle alte cariche istituzionali e un avvicendamento, José Luis RodrÃguez Zapatero, a otto mesi dalle elezioni generali, cambia quattro ministeri e mette a punto la macchina dell’esecutivo per la contesa elettorale.

Così Elena Salgado lascia la Sanità per prendere il posto di Jordi Sevilla nell’importante ministero della Pubblica Amministrazione, competente per le politiche autonomiche.
Una ministra capace che, con le leggi contro la diffusione di tabacco e alcolici, pesantemente boicottate dall’opposizione dei popolari, s’era messa in rotta di collisione coi settori industriali interessati. Sevilla resta per ora in disparte ma, per una delle menti teoriche del Socialismo ciudadano, anche se il suo astro parrebbe in discesa, si prepara una candidatura di ferro o un importante incarico nel partito.
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da Igliff
Un Debate al fulmicotone.
Zapatero si presenta alle camere dopo il fallimento del Processo di pace. Il duello con Rajoy inizia la campagna elettorale, che vedrà al centro il terrorismo interno e internazionale.
Il Debate sobre el Estado de la Nación, l’appuntamento periodico nel quale il capo del governo illustra l’attività dell’esecutivo e si sottomette alle domande dei rappresentati di tutti i gruppi parlamentari, certifica l’inizio della corsa alle prossime elezioni generali: los comicios del marzo 2008.
E Zapatero e Rajoy sfoderano le armi.

Il capo del governo illustra gli obiettivi raggiunti in materia di occupazione, diritti civili, benessere economico. Mariano Rajoy dice che è vero che l’economia va bene ma sarebbe così anche «se la sedia del presidente fosse vuota». Zapatero conferma la bontà delle politiche sociali e lancia l’asso dell’annuncio inaspettato di un aiuto di 2500 euro per ogni nuovo nato.
Rajoy mette sotto accusa la politica antiterrorista del governo e chiede dimissioni e elezioni anticipate. Zapatero rivendica di aver ottenuto l’appoggio di tutti i partiti democratici sul terrorismo e accusa i popolari di «fare opposizione allo Stato».
Rajoy accusa il governo di mandare i soldati spagnoli allo sbaraglio e Zapatero rivendica la legittimità internazionale delle missioni e la bontà degli equipaggiamenti.
Rajoy descrive uno Zapatero debole e confuso e Zapatero racconta un Rajoy prossimo alla pensione politica e votato alla sconfitta. Andando indietro nel tempo fino alla guerra dell’Iraq, alle bugie durante le stragi dell’11 marzo, all’allarme per la Spagna che si rompe…
Insomma, ci aspetta una contesa elettorale senza esclusione di colpi.
Alla luce di quanto accaduto finora, la seconda sessione è ancora in corso, i giornali diranno che Bambi non c’è più e che uno Zapatero aggressivo e contundente esce vincitore dall’ultimo Debate della legislatura.
Ma Bambi, se mai c’è stato, è andato via da tempo, visto che nella foresta spagnola non scorazza solo Tamburino ma anche feroci cacciatori di cerbiatti.
Audio, video e testi degli interventi sono disponibili negli speciali del El PaÃs e El Mundo o sul canale parlamentare.
[foto EFE, da El Mundo]
da Igliff
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di il 01/1/70
Zapatero è considerato ma, ahimé, come spesso...






